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Orvieto con Gusto
Il Palazzo del Gusto

Chiostro del Palazzo del Gusto di Orvieto
Un intero convento rinascimentale dedicato all’enogastronomia del territorio orvietano e alle eccellenze dell’Umbria e della Cittaslow; un centro di comunicazione, cultura e formazione; un punto di incontro tra i diversi soggetti che lavorano nel settore della vitivinicoltura e dei prodotti tipici; uno spazio per raccogliere e stimolare ricerche scientifiche sui temi dell’alimentazione e sulle coltivar locali.
Questo e altro ancora è ”Il Palazzo del gusto” d’Orvieto, sede internazionale del movimento di Cittaslow, progetto nato da un’intesa tra Comune, Provincia di Terni e comunità montana “Monte Peglia e Selva di Meana”, con sede nel Convento di San Giovanni, una volta dimora dei Canonici lateranensi ma ancora prima edificio sacro dedicato a Giove e poi Teatro Romano.
L’idea di tale struttura offre una risposta concreta alla domanda di conoscenza e di qualità che giunge, sempre più forte, dai comparti del turismo e dell’agricoltura. Due segmenti che, nell’Orvietano, animano in maniera decisiva la vita economica e sociale. Per raccordare le diverse fasi di ricerca, produzione, valorizzazione e promozione, i tre Enti hanno pensato, anzitutto, di unificare all’interno di un unico spazio le diverse realtà che operano in questo campo e, in seconda battuta, di coordinare le diverse attività attraverso un direttore di progetto e una struttura di supporto.
Scendendo in quelle che un tempo furono le cantine dei frati lateranensi, entriamo all’interno dell’Enoteca regionale dell’Umbria: un intreccio di sale e cunicoli d’origine etrusca e medievale ma interamente ristrutturati e pronti per accogliere appassionati gourmet, enoturisti o semplici devoti di “saporose” emozioni. Qui riposano e talora maturano per raggiungere la perfezione i migliori esemplari delle Strade del vino umbre: l’Orvieto nelle sue varie guise (bianco, rosso ma anche vendemmie tardive e muffe nobili), il Sagrantino di Montefalco, i superbi esemplari di Torgiano e gli ottimi vini del Trasimeno e, per finire, i corposi vini dell’Amerino.
Il piano terra, caratterizzato da uno splendido chiostro del XV sec., è riservato agli uffici e alle strutture di rappresentanza . Negli spazi esterni attigui all’Enoteca, è in programma la realizzazione di un orto didattico con piante aromatiche, officinali e ortaggi propri della zona.
Al piano superiore è stata installata una cucina didattica con i relativi spazi di servizio che, oltre a servire le iniziative enogastronomiche del Palazzo del Gusto, è il supporto per una più vasta attività culturale e di sensibilizzazione. Qui troveranno posto le aule destinate alla formazione, un importante centro di documentazione sull’enogastronomia (ma anche di coltivar locali e razze animali di interesse zootecnico), una “vetrina” dei prodotti tipici orvietani e laboratori multimediali.
Parte delle attività de “Il Palazzo del gusto” di Orvieto sono in fase di avanzata realizzazione. A tal proposito, ricordiamo l’intervento di salvaguardia di una rarità botanica – la “Pera di Monteleone d’Orvieto” - destinata a diventare un presidio Slow Food. Grazie all’impegno del “Palazzo” questo frutto (un tempo chiamato la “bistecca del villano” in forza di singolari proprietà nutritive) potrà nuovamente tornare sopra le mense degli orvietani e dei turisti.
Oltre ai progetti di tutela, la struttura è da tempo impegnata nell’individuazione e selezione dei prodotti locali di qualità, al fine di consolidare un paniere di eccellenza da sostenere con specifici interventi di valorizzazione, promozione e commercializzazione.
